Cultura, cinema e arte

"Canto di Natale, il caso clinico di Mr Scroonge" di Fiamma Vassallo

Ovvero: Come la Psicoanalisi vede nell’ossessività la torsione sintomatica di una angoscia di perdita


"Canto di Natale, il caso clinico di Mr Scroonge" di Fiamma Vassallo

La libido è fatta così: in certi momenti richiede investimento, forme di intensità, riti di comunità in cui sentirsi non-solo-uno. Si è una famiglia, una comunità di amici.

Scrooge, invece, non ha amici.

Il suo dipendente, che incredibilmente gli è affezionato, non riceve a Natale nemmeno un dono, neanche un solo giorno di ferie per la vigilia di Natale, tuttavia gli chiede di trascorrerla nella sua casa, umile, per condividere la cena: non sa vederlo così solo. Ecco allora lo spettacolo intollerabile, che risveglia il trauma: una comunità di affetti, tenuta insieme dall’amore, piuttosto che dal denaro. Nell’anima di Scrooge si apre una faglia, le difese vacillano, l’inconscio è invaso di immagini che lo visiteranno nella notte. 

Cosa è successo a Scrooge, per ritrovare in sé una tale corazza?

Di notte, nei fantasmi del sogno egli rivede la sua infanzia di bambino trascurato e solo. 

Fantasmi inquietanti attraverso cui egli vede il suo passato di bambino. Una ferita già troppo profonda per essere trattata, giace da allora incistata nell’inconscio. Tutto intorno, la libido è impegnata nell’isolamento e spostata sul denaro. È così che Scrooge diventa avaro e ossessivo, paranoico e depresso. Non può investire l’altro, ma solo chiudersi intorno al suo debole Io. Neanche la sorellina Fan può consolarlo, o se l’ha fatto, ciò l’ha fissato in una solitudine ancor più tenace. Non può amare. C’è stato un tempo per l’amore, che egli non ha potuto cogliere, piuttosto ha schivato il rischio dell’innamoramento barattandolo con un oggetto che potesse controllare, oggetto piccolo a, potremmo dire con Lacan, il denaro-feci da trattenere avidamente. Il fantasma mostra a Scrooge cioè che egli non si è mai potuto permettere: l’abbondanza dell’investimento libidico, ciò che egli non aveva mai ricevuto né donato. Il terzo fantasma è il più cupo, rappresentazione allucinatoria di un futuro in cui la vita è ridotta a resto, corpo morto che nessuno piange. Al Risveglio però Scrooge è cambiato.

Cosa è accaduto?

La sequenza dei sogni-fantasma mostra possibilità di una torsione, di un clinamen, di una trasformazione. Di un risveglio, fosse pure grazie al passaggio nella crepa depressiva.

È forse metafora della psicoanalisi?



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