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I POPOLI DELL'ES di Chiara Buoncristiani e Tommaso Romani

Soggettività queer, nuove tecnologie, collasso simbolico dell'Occidente: la psicoanalisi alla prova delle mutazioni antropologiche


I POPOLI DELL'ES di Chiara Buoncristiani e Tommaso Romani

Crisi ecologica, soggettività queer, cyborg, transizione di genere, collasso simbolico dell’Occidente... Come affrontare queste mutazioni da psicoanalisti? A partire da questa domanda radicale, I popoli dell’Es intraprende un viaggio teorico e clinico che non cerca riparo nelle certezze del passato, ma si spinge fino ai confini più remoti dell’inconscio, dove si agitano figure nuove, ibride, minoritarie: i popoli dell’Es, appunto. 

Scritto a quattro mani da Chiara Buoncristiani e Tommaso Romani, entrambi psicoanalisti, il libro di presenta come un atto di de decostruzione  rispetto alla psicoanalisi intesa come dispositivo normativo, per proporsi invece come cartografia affettiva e politica. L’Es non è più il serbatoio di pulsioni primitive da sublimare, ma una moltitudine nella turbolenza: corpi che mutano, desideri che non si lasciano addomesticare, soggettività in fuga. Questo Es molteplice è il vero protagonista del libro.

Nel testo si intrecciano analisi cliniche e riflessioni teoriche, passando con naturalezza da Freud a Ferenczi, a Deleuze e Guattari, da Laplanche a Preciado, da Jessica Benjamin a Donna Haraway e Rosi Braidotti. Il risultato è un’ecologia del desiderio che attraversa le discipline, disegna genealogie inattese, e apre varchi verso un’inedita antropologia del presente. La psicoanalisi non è più solo la scienza dell’inconscio, ma diventa una pratica situata, affettiva, resistente. Un gesto politico. 

I popoli dell’Es è anche un libro che parla al nostro tempo con un linguaggio che non rinuncia alla complessità, ma sa restare poroso, evocativo, poetico. È un testo che non prova a disegnare un nuovo sistema teorico, ma piuttosto di offrire una cassetta degli attrezzi aggiornata per chi oggi lavora, soffre, desidera, si trasforma. E soprattutto per chi si interroga su che tipo di mondo potrà nascere dal disfacimento di quello attuale.

Volutamente ed eccentricamente ibrido, il linguaggio stesso riflette il contenuto: rimandi inaspettati, digressioni pop e approfondimenti antropologici e filosofici alternati a riflessioni cliniche. Un testo che richiede attenzione ma restituisce continue scintille di intuizione per chi vuole ripensare la psicoanalisi oltre i suoi confini tradizionali. 

– Offre strumenti originali per comprendere come mutino corpi, desiderio e inconscio nell’era digitale.

– Dimostra il valore di un approccio interdisciplinare, capace di fondere pratica clinica e ricerca filosofico-semiotica.

– Si presta a dibattiti in ambito accademico e a spunti per operatori sociali, artisti e “curiosi” del contemporaneo.

Entrambi gli autori hanno vinto il Tiresia Award 2025 dell’International Psychoanalytical Association per un lavoro clinico sulle questioni di genere.



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