A cura di Maria Grasso e Giovanna Montinari
L’oggetto di questo libro è la violenza dei preadolescenti, degli adolescenti e dei giovani adulti nei quartieri cosiddetti popolari e svantaggiati.
Ciò che sottende i loro comportamenti violenti è innanzitutto la paura, fino al terrore di esistere, più che una semplice angoscia di fronte alle avversità della vita. È l’incertezza di essere pienamente e l’ossessione dell’abbandono più che la perplessità o il timore. È l’inglobante melanconia in cui la morte e più forte dell’amore e della capacità depressiva mobilitante.
Ciò che caratterizza questi comportamenti è una vera e propria disaffiliazione identitaria, in un rifiuto radicale della parentela più prossima, rinnegata in passaggi all’atto etero- o auto- aggressivi suicidari, ma senza volontà di distruggere o morire: come ultimi tentativi di affermazione di sé quando i legami e l’identità sono minacciati.
Frutto di una forte esperienza clinica e personale, questo libro si propone come un paziente e sistematico tentativo di elucidazione, innanzitutto della logica della disperazione che porta l’adolescente all’odio di sé e della propria filiazione. In secondo luogo, della logica dell’indifferenza dove l’altro è cosificato - come l’adolescente ritiene di essere stato lui stesso trattato - per arrivare all’eliminazione dell’altro come di sé in una strana lotta per esistere nonostante tutto.
Un viaggio fino al fondo della sofferenza umana che è importante innanzitutto pensare, prima di elaborare misure di prevenzione e modalità di presa in carico.