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ABITANDO LA GIOIA E IL DOLORE di Domenico CHIANESE


ABITANDO LA GIOIA E IL DOLORE di  Domenico CHIANESE

“La gioia si vede come si sente un canto: la gioia è legata ai sensi, al nostro corpo, oltre che alla nostra anima. La gioia non può essere nascosta, modifica il nostro volto, il nostro sguardo, il nostro sorriso. La gioia è contagiosa: non ci lascia indifferenti ascoltare e vedere la gioia di qualcuno.”

 

C’è spazio per la gioia in psicoanalisi? Meditare e scrivere della gioia e della bellezza potrebbe apparire fuori luogo e inopportuno in un mondo percorso da inaudite violenze, guerre, catastrofi umane. La gioia e la bellezza si collocano agli antipodi di queste crudeli realtà con le quali dobbiamo confrontarci: in un’epoca di diffusa disumanizzazione, la gioia e la bellezza ci ricordano di essere e rimanere umani. La gioia si alimenta della bellezza, la bellezza della natura e delle creazioni umane quali l’arte e le scienze, la gioia si mescola con il dolore: ogni uomo, nel corso della vita, può essere segnato dal dolore che attraversa il corpo e l’anima, il conscio e l’inconscio. Ogni uomo, nel corso della vita, si accompagna alla morte. Nel mentre viviamo la nostra vita, viviamo anche la nostra morte ed un modo per accogliere appieno la vita è quello di riconoscere la morte come una nostra preziosa dimensione profonda.



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