Nuovo Multiversi: 'Autismi in dialogo'


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In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, siamo lieti di annunciare la prossima uscita del nuovo volume di MultiversiAutismi in dialogo. Clinica, psicoanalisi e cultura.

Questo numero nasce dal desiderio di aprire uno spazio di pensiero dedicato all’autismo, in sintonia con l’orientamento di Multiversi: mettere la psicoanalisi in dialogo con altri saperi, per costruire confronti capaci di arricchire lo sguardo e complicare in modo fecondo le domande. Per questo il volume raccoglie contributi clinici e teorici, ma anche rilanci provenienti dalla letteratura, dal cinema e dalle realtà sociali.

Parlare oggi di autismo significa misurarsi con una condizione eterogenea e composita. Sappiamo che esiste un’ampia gamma che va dalle forme descritte da Kanner, segnate da difficoltà importanti che incidono profondamente sull’adattamento, fino a quadri relazionali e identitari più sfumati, senza dimenticare quei meccanismi autistici che possono comparire anche in funzionamenti psichici differenti. È anche per questo che ci è sembrato più giusto parlare di autismi: perché le persone non sono tutte uguali, e ogni quadro, se vuole essere compreso davvero, va sottratto alla tentazione della semplificazione.

L’idea di aprire un dialogo sugli autismi nasce anche dall’esperienza clinica. Osserviamo un incremento significativo dei casi, che sollecita molti interrogativi; tocchiamo con mano la complessità della diagnosi e il rischio di errori diagnostici; assistiamo inoltre allo scontro tra modelli e trattamenti che talvolta finisce per ostacolare ciò che dovrebbe restare essenziale: la possibilità di ascoltare e accogliere l’unicità della persona, nelle sue diverse esigenze.

Da qui la necessità, per noi decisiva, di continuare a testimoniare la possibilità di un pensiero e di un lavoro con gli autismi che siano realmente integrati e che includano anche un vertice psicoanalitico.

I contributi raccolti nel volume provano ad avvicinarsi alle peculiarità delle menti autistiche e al mondo complesso, intenso, profondamente emotivo che esse custodiscono, con una particolare attenzione al corpo e alla sensorialità. Spesso quel mondo interno resta poco visibile, non perché manchi una vita psichica, ma perché la sua espressione e la sua condivisione possono incontrare ostacoli specifici. Per questo abbiamo scelto di portare l’attenzione sui vissuti e sulle emozioni, più che fermarci alla descrizione dei comportamenti esteriori, favorendo per quanto possibile un racconto dall’interno dell’esperienza delle persone con autismo: nell’età evolutiva, ma anche nei passaggi dell’adolescenza e dell’età adulta.

La riflessione sui funzionamenti autistici, inoltre, apre domande cruciali sul processo — complesso e ancora in parte misterioso — della soggettivazione. Avvicinarsi agli autismi ci conduce infatti verso le radici dell’umano: ci porta a interrogare i precursori corporei e interattivi dello sviluppo psichico, le vie della simbolizzazione, i suoi inciampi, i suoi deragliamenti e anche i percorsi singolari che essa può prendere.

Pensare gli autismi significa allora tornare anche su alcuni inciampi della psicoanalisi, senza per questo rinunciare alle sue intuizioni più feconde. Riprendere oggi questo tema vuol dire, per noi, evitare il rischio di buttare via il bambino con l’acqua sporca: perdere cioè il contributo specifico che la psicoanalisi può ancora offrire alla riflessione e alla cura delle persone che rientrano in questo quadro. Vuol dire anche provare a riequilibrare il peso attribuito a certi modelli comportamentali che, pur avendo avuto grande diffusione, mostrano non pochi limiti e criticità.

L’intento del volume è proprio questo: riprendere alcune questioni decisive, metterle in dialogo tra loro, legarle alla clinica, ai diversi setting, alle realtà territoriali. Abbiamo voluto coinvolgere colleghi con formazioni differenti, per riflettere insieme sui modelli di presa in carico e sulla necessità di integrare i trattamenti. Altri spunti sono arrivati anche dal confronto con i mutamenti complessi della società contemporanea, che incidono inevitabilmente anche sui modi in cui gli autismi vengono pensati, nominati e accompagnati.

Ringraziamo tutte le persone che hanno accolto il nostro invito, dedicandoci il loro tempo e il loro pensiero. Con loro speriamo di continuare a dialogare, per mantenere vive le molte domande che un tema così ampio e complesso continua ad aprire.

Ringraziamo infine l’Esecutivo per la fiducia accordataci e tutta la redazione del sito del Centro Psicoanalitico di Roma per il supporto e la collaborazione.


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