Attualità della psiche

Una resistenza qui e ora - di E. Alberigi

La Resistenza deve essere presente nei nostri gruppi di lavoro, in classe con i nostri compagni di studio, in famiglia, con le comitive di amici


Una resistenza qui e ora - di E. Alberigi

Il 25 aprile 2025, ottantesimo anniversario della liberazione voglio ricordare che la resistenza è qui e ora.
Commemoriamo i nostri eroi, donne e uomini che hanno fatto in modo di dare al nostro paese una costituzione democratica, libertaria, ugualitaria e solidale.
Ma non solo: ricordiamo che i valori della resistenza devono essere alla base di ogni raggruppamento umano.
La costituzione non è solo storia di là e allora ma deve essere questione presente, attiva ed attuale, ogni volta che si costituisce un gruppo umano.
Deve essere presente nei nostri gruppi di lavoro, in classe con i nostri compagni di studio, in famiglia, con le comitive di amici. Provate a leggere la costituzione così: non solo come un testo sacro e lievemente impolverato dalla storia, non tanto come una guida giuridica per regolare i rapporti fondanti le nostre istituzioni, ma un testo vivo ed attuale che regola i rapporti dell’umano ad ogni livello.
Siamo nati da una guerra civile, contro una potenza straniera e con l’aiuto di una forza alleata…ma il germe del male era cresciuto in noi, le forze liberticide ed autoritarie fasciste sono state un prodotto tutto interno al nostro paese.
E così può accadere ogni giorno sul lavoro, in famiglia o tra gli amici. Può accadere che ci si arroghi il diritto di esercitare il potere del più forte che autoalimentadosi finisca per divorare e spazzare via ogni umanità dai rapporti tra persone, che calpesti quel coacervo di bellezza, vulnerabilità e creatività di cui ogni persona è composta.
Rileggete la costituzione in questa chiave, declinatela in ogni gruppo di cui fate parte, chiedetevi se e cosa state facendo perché quella lettera sia cosa viva nei vostri rapporti.
Ricordate che nei vostri gruppi ognuno è uguale, ognuno secondo le proprie possibilità, ognuno ha diritto a rendersi utile, ognuno ha diritto a sviluppare i propri talenti e che si ha l’obbligo morale di dare asilo agli stranieri, a chi non fa parte dei nostri gruppi…
Divertitevi a sentirvi stato italiano in ogni vostro piccolo raggruppamento.
E allora lo stato non sarà più quell’entitá lontana e impersonale che impone leggi e regolamenti opachi, o viceversa quelle figure fin troppo personalizzate che i politici interpretano occupando la scena istituzionale.
Ma sarà il nostro stato, quello che ciascuno potrà sentire presente nei rapporti quotidiani. Regolato da quel poco che la costituzione dice, ma ancora di più da quel tantissimo che non dice.
Eh già perché il bello dei principi fondanti è proprio questo: sono indicazioni scarne e precise ad un tempo. Non si preoccupano di dover regolare ogni cosa, danno l’impronta, la direzione, gli argini: il resto lo facciamo noi, resistendo ogni giorno e liberi di poter creare allo stesso tempo le nostre migliori opportunità.
Allora la liberazione sarà ancora e di nuovo una bellissima e forte ottantenne che resiste ad ogni deriva e cresce giovane, sempre.
 



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