"Solo amore” è un film di Mauro Conciatori che sta per approdare nelle sale, e abbiamo avuto il piacere di vederlo in anteprima. Si tratta di un’opera che attraverso le poesie di Pasolini e scritti di autori e amici come Oriana Fallaci e Dacia Maraini, trasforma il racconto in un viaggio onirico e al contempo materico tra i luoghi iconici della Roma pasoliniana: dall’Eur all’Idroscalo, da Villa Ada alle spiagge ventose, con un occhio che accarezza la città e ne coglie le atmosfere.
Il contributo di Flavia Salierno non è soltanto quello di una storica e psicoanalista che ha curato una sua ricerca d’archivio, ma è anche una presenza che si fa sentire sulla scena, intessendo un filo tra il passato e il presente. Accanto a lei, una superba interpretazione di Maria Libera Ranaudo, l’eleganza di Monica Guerritore e delle altre attrici, danno vita ai versi di Pasolini, trasformandoli in immagini: una donna che cammina sola sulla spiaggia, una sposa che nel vento si toglie una maschera, volti che incarnano un femminile declinato in mille sfumature.
È un viaggio che è sì onirico, ma anche profondamente legato alla materia: le parole si fanno corpo, le immagini scorrono come in un sogno lucido, dove la poesia diventa un ponte tra l’archetipo materno e la Roma contemporanea. E in questo spazio di sogno e realtà, il femminile si fa paesaggio vivente, un mosaico di presenze che attraversano la città come fossero alberi e pietre, portando con sé secoli di memoria.
Questo film è come una passeggiata in un giardino segreto, dove ogni verso di Pasolini, Saffo, Konstantinos Kavafis, Alda Merini, Ana Cristina Cesar, Cristina Campo, Dario Bellezza, Eugenio Montale, Arsenij Alexandrovic Tarkowsky, è un fiore raro che le attrici raccolgono con cura e che la regia di Conciatori ci offre come un bouquet di emozioni.
L’intervento di Renzo Paris, inoltre, offre un angolo insolito, “un punto di vita” concreto e prezioso in questo scorcio poetico tra la visione profetica della morte e l’inesorabilità del destino.
In conclusione, “Solo amore” è un film che non si limita a celebrare Pasolini, ma offre uno sguardo psicoanalitico e poetico su una Roma materna e femminile, facendo risuonare la voce delle donne che lo abitano, tra sogno, storia e poesia.